Attrazioni

I muri cicpolei dell’antica Krani

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I muri ciclopei si trovano fuori il paese di Razata è fanno parte delle rovine dei muri dell’antica Krani (VII-VI secolo a.C.), con un perimetro di 4km. Hanno preso il loro nome a causa delle loro dimensioni e sono importanti sopratutto per le informazioni da dove possiamo attingere sull’arte greca di fortificare nel periodo Micineo.

Nella zona, incontriamo anche rovine di un tempio dorico dedicato alla dea Demetra e sua figlia Persefone. Nel museo archeologico di Argostoli c’è un’epigrafe con dedica “Τριοπίς Δάματρι και Κόρα” che significa “Triopida dedica a Demetra e sua figlia”.

Castello di Assos

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Uno dei due castelli di Cefalonia che non dovete dimenticare di visitare. I Veneti volevano creare un castello-città con abitanti stabili. È costruito sulla penisola di Assos, in una posizione totalmente strategica dove oggi potete godere la vista e vedere quel che è rimasto del vecchio fascino. Vedrete la casa del sovrano Veneto (sua sede dal 1593), le caserme e la chiesa di Agios Markos (San Marco). Vi farà grande impressione anche l’entrata a volto del castello che viene salvato in buona condizione.

Castello di Agios Georgios

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Il castello di San Giorgio è costruito sopra il paese di Peratata su una collina ai 300m e si trova a 5km di distanza da Argostoli, la Capitale di Cefalonia. Si crede che è stato costruito dagli imperatori bizantini nel XII secolo d.C. È un castello bizantino con interventi posteriori sopratutto del XVI secolo che si trova nel sud di Cefalonia, nella baia di Argostoli. Il castello di Agios Georgios era capitale di Cefalonia fino il 1757 quando la capitale si sposto ad Argostoli Negli ultimi anni si fanno delle manutenzioni e il castello sta per acquistare di nuovo il suo vecchio fascino.

Le mura che si conservano fin oggi sono state costruite nel 1504 dai veneti. Nella parte interiore e nel borgo all’est dell’entrata si salvano chiese ed edifici. Vedrete anche la chiesa metropolitana dell’Evangelistria, indice caratteristico dello stile barocco eptanesiaco. Nel suo interiore vengono conservate icone postbizantine che appartenevano alle chiese del castello ora mai distrutte. Ancora vedrete i resti di un ponte costruito nel periodo del dominio francese e che univa le merlature.

Nella corte della fortezza vicino ad una piazza vedrete anche le rovine della chiesa cattolica di Agios Nikolaos.

Il castello ha avuto tanti danni dopo i terremoti del 1636 e del 1637. Gli ultimi pero terremoti hanno provocato ancora più grandi devastazioni. Inoltre la storia parla di un tunnel che univa il castello con Argostoli, pero non è stata ancora scoperto.

La grotta Drongarati

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La grotta Drongarati è una delle attrazione che non dovete dimenticare di visitare. Fu scoperta 300 anni fa circa, quando una parte della grotta è caduta dopo un grande terremoto e cosi si è formata l’entrata. All’inizio è stata usata dalla comunità Chaliotaton, sotto la vigilanza dello speleologo Anna Petrochilou e dopo il 1963 è aperto tutto l’anno per il pubblico.

La grotta Drongarati si trova a 3km di distanza da Sami e ad un’altitudine di 120m. È profonda 95m e ha 18 gradi di temperatura. Si considera una delle grotte più buone di Grecia, l’unica con una sala cosi grande (dimensioni 65×45 alta 20m circa) ed una delle più adatte per fare speleoterapia.

La grotta di Drongarati è ancora viva, mentre continua a formarsi, gocce cadono da tutti i stalagmiti che in nessun caso non dovete toccare le gocce che sono pronte a cadere perchè cosi distruggerete la grotta che si calcola di 100 milioni di anni! Un stalattite cresce un centimetro ogni cento anni.

La sala, decorata con stalattiti e stalagmiti, ha un’acustica molto buona e per questo con uno stand fatto apposta per la grotta si realizzano concerti. Le due più grandi e più importanti grotte sono quelle di Agalaki e di Zervati.

Per entrare nella grotta dovete scendere dei scalini che sono un po’ pericolosi a causa dell’umidità, per questo siate molto attenti. La grotta è aperta tutti i giorni fino le 8 di sera.

Il faro dei Santi Teodori

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Una delle attrazioni più famose nella zona di Argostoli, Fanari si trova vicino a “Katavothres” nell’entrata della baia di Argostoli, nella zona chiamata Agii Theodori (dal omonima chiesa). Il Faro di Agion Theodoron è stato inaugurato nel 1828 ed è stato compreso nella rete dei fari di Grecia nel 1863. Opera di J.P.Kennedy. Nel 1953 dopo il grande terremoto, hanno distrutto il faro per ricostruirlo di nuovo in base ai primi disegni.

Katavothres

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Katavothres è una delle tante attrazioni geologiche di Cefalonia. Si trova ai 2km circa da Argostoli, nel promontorio di Agii Theodori. Katavothres sono aperture della terraferma dove l’acqua penetra formando un grande passaggio sotterraneo che attraversa quasi tutta l’isola.

Questo fenomeno carsico fu scoperto nel 1963 dai geologi Viktor Maurin e Josef Zotl del Politecnico Gratz, buttando in una delle katavothres 160kl di colore. Dopo due settimane hanno trovato tracce di colore sul versante opposto dell’isola, ai 14km, ma anche nel lago sotteraneo di Melissani.

Tanti anni fa la forza dell’acqua aiutava alla funzione dei mulini che non vengono utilizzati oggi. I mulini erano stati messi dal inglese Stewens il primo che aveva notato il fenomeno.

La grotta Melissani

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La grotta Melissani è un unico fenomeno geologico il lago sotterraneo di Melissani si trova a 2 km di distanza da Sami. L’entrata naturale della grotta è verticale (dimensioni 40x50m) ed è stata formata dalla caduta di un pezzo del tetto. C’è pero anche un’entrata artificiale con scalini che aiuta visitare la grotta. Fu scoperta da Gianni Petrochilo nel 1951.

Il lago si trova 20m sotto la superficie della terra, lungo circa 160m e profondo 10m-40m. Stalattiti di 20.000 anni con forme strane decorano la maggior parte della grotta.

Non è possibile visitare Cefalonia senza andare alla grotta Melissani in barca. La visita comincia fuori dalla grotta, dove la luce del mare cade sull’acqua formando le più belle tonalità del color turchese, e poi continua nella parte interiore.

Nel mezzo del lago c’è un’isola molto piccola. Lì sono stati trovati reperti che testimoniano l’esistenza di un luogo di adorazione mentre nei tempi antichi gli abitanti preistorici adoravano dio Pana e le ninfe che erano adorate come dee. Per questo motivo la grotta Melissani si chiama anche grotta delle ninfe.

La grotta è aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.40.

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